Vai ai contenuti
L'arte incontra le parole
Visualizza news
TRADUCI NELLA TUA LINGUA
DRIMMSPOT SCINTILLA D'ARTE
La musica incontra il mondo della scienza
🎨 Musica

La musica incontra il mondo della scienza

✍️ Luca Mozzillo | 📅 15-10-2026 | ⏱ 4 min di lettura
✦ Drimmarte è libero e gratuito
Hai una storia d'arte da raccontare?
Nessuna pubblicità, nessun interesse commerciale.
Solo passione per l'arte — scrivi il tuo DrimmSpot.
✦ Pubblica ora
Testo
Vista
🎤 Ascolta l'articolo
Premi ▶ per ascoltare

Senza dubbio abbiamo due materie, tra le tante, che sin dagli inizi regolano il mondo mostrandoci nel tempo l'immensità del genere umano: la musica e la scienza. La musica infatti circonda le nostre vite quotidianamente nei modi più disparati quali intrattenimento, cultura, riscatto sociale, commercio, hobby e via dicendo. Di natura senza dubbio va a toccare aspetti creativi ed emotivi. La scienza al contrario va a toccare la sfera razionale e metodica. Le forme d'arte possono per questo apparire talvolta come in antitesi nonostante la trasversalità di fondo di esse.

Tuttavia, il rapporto fra l'arte e la scienza è perfettamente naturale e complementare.

La musica incontra il mondo della scienza
La musica incontra il mondo della scienza

Nel campo musicale ad esempio troviamo come primo teorico della musica occidentale il genio di Pitagora. Il matematico e filosofo greco infatti è stato il primo a comprendere il rapporto della musica con la matematica teorizzando la cosiddetta "armonia delle sfere" e basandosi sul suo principio filosofico, e di conseguenza dei suoi seguaci, che vedeva il numero come essenza e principio ordinatore di tutte le cose. Secondo Boezio inventò il monocordo ovvero uno strumento composto da una singola corda tesa sopra una cassa armonica con un ponticello mobile appunto per i suoi studi di acustica. Attraverso le corde teorizzò quindi il concetto di consonanza (ovvero le note più gradevoli all'orecchio umano) creando la prima scala musicale ovvero la diatonica pitagorica formata da sette note più ripetizione della prima nota all'ottava superiore. Di conseguenza ha teorizzato anche il concetto di intervallo di cui ha sviluppato tutto il suo lavoro basandosi sulla quarta e quinta giusta e l'ottava. Escludendo l'evoluzione fisica nel tempo rispecchia praticamente la nostra teoria musicale moderna. Ovviamente solo moltissimi secoli dopo si arrivò anche all'Hertz (Hz) ovvero l'unità di misura della frequenza nel Sistema Internazionale e anche il concetto di infrasuoni, ovvero le frequenze inferiori a 20 Hz non percepibili all'orecchio umano, e ultrasuoni ovvero le frequenze superiori a 20.000 Hz anch'esse non percepibili all'orecchio umano. Tanti nel tempo hanno approfondito le teorie pitagoriche ma restando nel mondo scientifico, e sempre senza troppi tecnicismi, la musica è stata comprensibilmente anche parte del genio universale per eccellenza: Leonardo Da Vinci. Sappiamo tutti che è stato perfetto equilibrio tra avanguardismo scientifico e innovazione artistica. Anche lui ovviamente aveva un rapporto con la musica "scientifico" nel senso naturale del termine in un'epoca dove comunque questa forma d'arte non aveva ancora toccato certe vette geniali giunte successivamente. Era un virtuoso della lira e così si presentò a Milano alla corte di Ludovico il Moro. Ma a riguardo della musica ha saputo anche apportare progettazione ingegneristica e miglioramento di strumenti musicali ovvero la viola organista, la clavi-viola, tamburi meccanici, carillon e tromba gigante.

Ma clamorosamente la musica nel rapporto con la scienza si lega particolarmente anche ad un altro genio della scienza: Galileo Galilei...o meglio le sue origini familiari essendo figlio di Vincenzo Galilei. Senza dubbio è stato influenzato dalla sua famiglia giacché il padre appunto è stato un importante teorico della musica, compositore, liutista e musicologo.

Allievo di Gioseffo Zarlino, ovvero il più grande teorico musicale del suo tempo, era parte della Camerata de' Bardi ovvero il gruppo di intellettuali e musicisti ideatori di ciò che poi diventerà il melodramma e l'opera. Ha scritto il trattato Dialogo della musica antica, et della moderna del 1581 ed ha posto le basi anche per la musica barocca. Lui stesso condusse importanti studi scientifici sulla fisica acustica sperimentando sulle relazioni matematiche della tensione e della frequenza delle corde vibranti, rifiutando nel trattato citato l'approccio "numerico-divino" di Zarlino e della tradizione pitagorica a sostegno di una bellezza da ricercarsi viceversa nell'orecchio e nell'esperienza sensibile ed emotiva (ha condotto anche studi sulle consonanze e dissonanze), e influenzando quindi a riguardo anche il metodo d'indagine sperimentale del figlio. Insieme al figlio minore Michelangelo invece, anch'egli liutista, girò parecchio all'estero.

E poi nel tempo possiamo ricordare scienziati compositori come William Herschel e Aleksandr Borodin. Ma arriviamo ai tempi moderni: "Se non fossi un fisico, sarei probabilmente un musicista". È un' importante frase pronunciata da Albert Einstein. In realtà pare lui non fosse un eccellente violinista ma con la musica aveva un rapporto estremamente entusiasta ed intenso che considerava, attraverso il suo violino e l'amore per Bach e Mozart, una componente essenziale del suo processo di pensiero scientifico. Infatti il violino era fedele compagno in tutti i suoi viaggi e ha vissuto diverse esperienze di musica da camera amatoriali.

Anche il padre della meccanica quantistica Max Planck era un ottimo pianista.

Insomma se la musica ha arricchito menti geniali scientifiche possiamo quindi affermare senza alcun dubbio quanti enormi benefici, come anche tantissimi studi moderni tendono ad indagare e dimostrare sempre di più, possono essere portati nella nostra quotidianità. Non è solo quindi un concetto moderno di stampo emotivo: è scienza...da sempre!

🔗 Condividi

La psicologia dell’arte ha dimostrato che l’esperienza estetica può generare piacere e gratificazione
Numerosi studi scientifici hanno evidenziato che l’esposizione a opere d’arte ritenute piacevoli può attivare circuiti neurali collegati alla ricompensa e al piacere, innescando una risposta positiva nel cervello.
Created by Maurizio D'Andrea
Tutti i diritti riservati - 2024-
Torna ai contenuti