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Valerio Zezur guarda al Centro e Sud Italia: dopo il premio e la donazione, il sogno è la Sardegna
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Valerio Zezur guarda al Centro e Sud Italia: dopo il premio e la donazione, il sogno è la Sardegna

✍️ Stefano Martini press | 📅 22-09-2026 | ⏱ 5 min di lettura
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L’artista nato in Ucraina e residente in Veneto prepara nuove occasioni d’incontro con il pubblico. A Fratta Polesine ha vinto con «Ferita Cucita» e realizzato insieme ai bambini un’opera donata al Comune. Ora il suo percorso guarda oltre i confini regionali, con un desiderio speciale: conoscere la Sardegna.

Un primo premio, un dipinto costruito insieme ai bambini e nuove prospettive nel Centro e Sud Italia. Il percorso di Valerio Zezur, artista e autore nato in Ucraina nel 2001 e oggi residente a Taglio di Po, nel Delta del Po veneto, attraversa una fase di apertura verso nuovi territori e nuovi pubblici.

Valerio Zezur guarda al Centro e Sud Italia: dopo il premio e la donazione, il sogno è la Sardegna
Valerio Zezur guarda al Centro e Sud Italia: dopo il premio e la donazione, il sogno è la Sardegna

Dopo la partecipazione a Badoer Letteraria 2026, il 19 e 20 settembre a Fratta Polesine, Zezur si prepara a portare prossimamente la propria attività anche nel Centro e nel Sud della penisola. Le date e le sedi degli appuntamenti saranno comunicate successivamente. Tra le mete che desidera raggiungere c’è soprattutto la Sardegna, un’isola che non ha mai visitato e che rappresenta un sogno ancora da realizzare.

A precedere questa nuova fase sono due esperienze che raccontano il suo modo di intendere l’arte: il riconoscimento ottenuto da «Ferita Cucita» e la donazione al Comune di Fratta Polesine di «Fratta, radici di futuro», opera realizzata con i bambini.

Valerio Zezur guarda al Centro e Sud Italia: dopo il premio e la donazione, il sogno è la Sardegna

Valerio Zezur vince con «Ferita Cucita» a Fratta Polesine

Durante Badoer Letteraria, Valerio Zezur ha conquistato il primo posto al Premio Badoer Giacomo Matteotti, nell’ambito del contest pittorico, con «Ferita Cucita».

La targa di primo classificato e l’attestato nominativo documentano il risultato. Nella motivazione si sottolinea la capacità dell’artista di «innovare nel solco della tradizione», associando il riconoscimento all’arte e all’impegno culturale.

Il titolo dell’opera suggerisce una delle tensioni centrali della sua ricerca: ricomporre una lacerazione senza cancellarne la memoria. La cucitura richiama un gesto di riparazione, una continuità ritrovata che conserva le tracce dell’esperienza.

Il premio aggiunge così una tappa concreta al percorso di Zezur e porta l’attenzione su una produzione nella quale memoria, identità e rinascita trovano espressione attraverso il colore e la materia.

La pittura materica come racconto dell’esperienza

Nel lavoro di Valerio Zezur, acrilici, gesso e materiali di recupero concorrono alla costruzione di superfici stratificate. Spessori e irregolarità diventano parte dell’immagine, contribuendo al suo significato.

Questa ricerca polimaterica nasce dall’interesse per ciò che rimane delle esperienze e per le forme che possono assumere nel tempo. La superficie pittorica accoglie sovrapposizioni, segni e trasformazioni: elementi attraverso i quali il vissuto personale viene elaborato e aperto allo sguardo degli altri.

È un linguaggio che Zezur racconta anche attraverso i social, affiancando alla presenza negli eventi un rapporto diretto con chi segue le sue opere e i suoi progetti. Il confronto con il pubblico accompagna così il lavoro in studio e trova negli incontri dal vivo un’occasione di approfondimento.

L’opera con i bambini donata al Comune

A Fratta Polesine, questo rapporto ha assunto una forma collettiva. Domenica 20 settembre 2026, in piazza Giacomo Matteotti, Zezur ha realizzato insieme ai bambini «Fratta, radici di futuro», un dittico successivamente donato al Comune.

Un grande albero attraversa le due tele e ne collega la composizione. I rami si aprono in un cielo di azzurri e turchesi, tra accenti viola e rosa, tracce bianche e riflessi dorati. Piccoli uccelli segnano la parte superiore del dipinto; una casa dal tetto rosso compare in basso a destra.

Impronte, spirali e gesti pittorici diversi conservano il contributo dei partecipanti. Il lavoro dell’artista incontra la libertà espressiva dei bambini, riunendo le singole tracce in un paesaggio condiviso.

Il titolo lega le radici al futuro: l’appartenenza a un luogo si affianca alla possibilità di crescere e immaginare. Con la donazione, il risultato dell’esperienza resta alla comunità e permette ai piccoli partecipanti di ritrovare il proprio segno all’interno di un’opera comune.

Le prossime tappe nel Centro e Sud Italia

Dopo l’esperienza veneta, Zezur guarda al Centro e Sud Italia per proseguire il confronto con nuovi pubblici. Il prossimo arrivo in queste aree rientra nello sviluppo della sua attività, mentre i dettagli degli appuntamenti devono ancora essere resi noti.

Il passaggio ha un significato preciso per un artista che affianca alla produzione delle opere il racconto del proprio percorso. Ogni incontro offre la possibilità di presentare il lavoro, ascoltare le letture del pubblico e mettere in relazione esperienze differenti.

Accanto alla pittura, Zezur porta avanti la scrittura. È autore di «Dentro l’incubo, oltre il buio», il libro autobiografico presentato anche durante Badoer Letteraria. Arti visive e parola affrontano temi comuni attraverso strumenti diversi, offrendo due accessi alla sua storia e alla sua ricerca.

La Sardegna, un incontro ancora da vivere

Tra i desideri che accompagnano questa apertura verso nuovi territori, la Sardegna occupa un posto particolare. Valerio Zezur non l’ha mai visitata e sogna di raggiungerla.

Per il momento si tratta di un’aspirazione, distinta dal calendario degli eventi: non è stata annunciata una data sull’isola. Proprio questa distanza tra desiderio ed esperienza dà alla meta un significato personale, quello di un luogo ancora da conoscere.

Dopo aver lavorato sul tema delle radici insieme ai bambini di Fratta Polesine, l’artista guarda dunque anche a nuovi incontri. Il percorso futuro prenderà forma attraverso gli appuntamenti che verranno annunciati; la Sardegna rimane, intanto, uno dei suoi desideri più sentiti.

A raccontare il punto da cui riparte sono due opere: «Ferita Cucita», premiata per la ricerca individuale, e «Fratta, radici di futuro», nata da molte mani e lasciata alla città. Tra questi due momenti si colloca il lavoro di Zezur, che porta l’esperienza personale nel confronto con gli altri.

Gli aggiornamenti sulle prossime iniziative saranno disponibili sul sito ufficiale di Valerio Zezur e sul profilo Instagram @valeriozezurofficial.

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https://www.valeriozezur.it

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