L' Otello con un brillante interprete al Bellini di Catania dal 21 al 29 novembre 2025
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CATANIA – La tragedia della verità tradita. Otello è una delle figure archetipiche del teatro universale: l’eroe che vince la guerra ma soccombe all’inganno, fino a distruggere ciò che ama. Dalle pagine di Shakespeare al melodramma di Verdi e Boito, nella figura del Moro di Venezia si perpetua l’incarnazione scenica di una inarrestabile discesa agli inferi, laddove l’amore e la fiducia cedono sotto il peso della manipolazione e della gelosia.
Opera amatissima, l’Otello verdiano torna finalmente al Teatro Massimo Bellini dopo 38 anni di attesa degli appassionati, con sette recite tutte sold out dal 21 al 29 novembre. Una produzione di autentico respiro internazionale, che vedrà sul podio il maestro Fabrizio Maria Carminati, direttore artistico del Bellini, mentre nel ruolo eponimo spicca un tenore del calibro di Gregory Kunde, da lustri iconico interprete di riferimento nei panni del tormentato eroe.

La riproposizione di un classico come Otello conferma la forza e la continuità di una stagione che guarda con fiducia al futuro. In quest’ottica prosegue anche la campagna abbonamenti per la stagione 2025-26, che propone due distinti cartelloni: opere e balletti, concerti sinfonici e recital. Il primo privilegia il grande repertorio, da I puritani di Bellini ad Aida di Verdi a Carmen di Bizet, da Andrea Chénier di Giordano a La vedova allegra di Lehár, con i balletti La bella addormentata sulle note di Čajkovskij e Sogno di una notte di mezza estate su quelle di Mendelssohn. E propone interpreti di spicco quali il soprano Jessica Pratt, il tenore Dmitry Korchak e altri nomi di prestigio mondiale. Per la concertistica arricchiranno il calendario virtuosi come i violoncellisti Giovanni Sollima e Mario Brunello o il pianista Francesco Nicolosi, per non citarne che alcuni. Il diritto di prelazione scade il 29 novembre per rinnovare gli abbonamenti di lirica e danza, mentre è in corso la vendita dei nuovi abbonamenti per sinfonica e recital.
Come sottolinea il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano: “Otello rappresenta uno dei vertici assoluti del melodramma tout court. Attraverso la sua potenza musicale e la sua profondità psicologica, continua a parlarci dell’animo umano, della vulnerabilità dei sentimenti, delle passioni più devastanti, esplorando l’emergenza di temi sempre incombenti, quali il razzismo, l’identità e il matrimonio interculturale. La sua programmazione al Bellini dopo quasi otto lustri, ha un valore simbolico e artistico speciale: è un ponte tra la gloriosa tradizione del passato e la vitalità della scena contemporanea. Perciò la nostra missione, quale ente pubblico chiamato ad un servizio culturale, comprende tra le priorità quella di offrire spettacoli di altissima qualità a condizioni accessibili soprattutto per i giovani, affinché la lirica resti un patrimonio condiviso da tutti.”

L’allestimento dell’Opera Nazionale georgiana di Tbilisi - caratterizzato da una visione scenica di forte impatto visivo e da un’elegante costruzione - restituirà al pubblico catanese una delle stazioni più alte della storia del melodramma, a coronamento di una stagione segnata dal successo dei precedenti titoli. In primo piano le formazioni dell’ente, o vero l’Orchestra e il Coro, quest’ultimo preparato da Luigi Petrozziello. La regia, ripresa da Zaza Agladze, rielabora con sensibilità contemporanea l’impianto originario di Bruno de Lavenère (scene), Ester Martin Garrido (costumi) e Lino Privitera (coreografie), arricchito dai video di Etienne Guiol e Arnaud Pottier e dalle luci di Antonio Alario.
Come anticipato, protagonista assoluto sarà il tenore Gregory Kunde, leggenda vivente del canto lirico mondiale. Tenore dalla carriera straordinariamente longeva e versatile, ha saputo spaziare con naturalezza dal barocco al belcanto ai ruoli drammatici del Verdi maturo, mantenendo intatta la freschezza e lo squillo della voce. La sua presenza al Teatro Massimo Bellini assume un valore storico: come già Roberto Stagno, il celebre tenore palermitano, Kunde è uno dei rarissimi interpreti ad aver affrontato sia Otello di Rossini che quello di Verdi, un traguardo che ne testimonia l’eccezionale statura artistica. A lui si alternerà Gaston Rivero, interprete di notevole temperamento e intensità.
Nel ruolo di Desdemona si succederanno i soprani Lana Kos e Francesca Maionchi, in quello di Iago i baritoni Franco Vassallo e Simone Piazzola, quattro cantanti dotati di carisma e finezza vocale. Completano il cast Paolo Antognetti e Luigi Morassi (Cassio), Anna Malavasi e Albane Carrère (Emilia), Luca Dall’Amico e Luciano Leoni (Lodovico), Fabrizio Brancaccio (Montano), Luciano Leoni (Un araldo). Partecipa inoltre il Coro di voci bianche InCanto diretto da Alessandra Lussi.
Composto nel 1887 dopo un silenzio di oltre dieci anni, Otello rappresenta il ritorno di Verdi al teatro musicale, a ciò spinto dall’entusiasmo di Boito e dall’idea di affrontare Shakespeare, autore profondamente amato dal compositore. L’autore della “trilogia popolare” ha raggiunto da un pezzo la vetta della propria maturità artistica, condizione che gli consente di trasformare la suprema creazione del Bardo in un melodramma di pari valore e sconvolgente modernità, in cui parola e suono si fondono in un’unica, ininterrotta tensione teatrale ed emotiva. La partitura segna infatti il superamento della forma tradizionale dell’opera italiana: arie e duetti, insiemi e recitativi si succedono in un continuum drammatico che esalta il ritmo scenico.
Al centro, il dramma umano del condottiero vittorioso ma condizionato dal contesto che gli fa pesare la propria diversità, fino a ridurlo schiavo del demone della gelosia e succube delle menzogne di Iago, fino a renderlo cieco di fronte alla realtà dei fatti, fino all’uxoricidio di Desdemona. Riletto oggi, il gesto non può non evocare l’orrore dei femminicidi che continuano ad insanguinare la cronaca. Ma la grandezza del personaggio, da Shakespeare al binomio Verdi/Boito, sta nel suo essere insieme colpevole e vittima: vittima del sospetto, dell’inganno, del pregiudizio. Poco gli vale essere il duce trionfatore: Otello rimane lo straniero, “il moro”, l’uomo che la società non accoglie se non per il proprio tornaconto, e per tutto il resto emargina. Il suo delitto e il suo pentimento lo restituiscono alla dimensione tragica del gigante che cade, manipolato e piegato da un sistema che non lo riconosce, bensì lo considera e fa sentire diverso, anzi inferiore. Verdi raggiunge qui una perfetta interazione tra musica e verso, affidando all’orchestra un ruolo narrativo di primo piano e creando una partitura di vertiginosa intensità espressiva.
Con questo Otello, il Teatro Massimo Bellini riafferma il proprio posizionamento di rilevo nel panorama culturale europeo, proseguendo nella missione di valorizzare il repertorio con produzioni di altissimo livello e dallo sguardo contemporaneo. E offre alla platea un’occasione di confronto tra l’aura inscalfibile del personaggio e la fragilità dell’uomo di ogni tempo. Info: teatromassimobellini.it
Calendario delle rappresentazioni
Venerdì 21 novembre, ore 20:30 – Prima rappresentazione (Turno A)
Sabato 22 novembre, ore 17:30 (Turno R)
Domenica 23 novembre, ore 17:30 (Turno D)
Martedì 25 novembre, ore 17:30 (Turno S1)
Mercoledì 26 novembre, ore 20:30 (Turno B)
Giovedì 27 novembre, ore 17:30 (Turno S2)
Sabato 29 novembre, ore 17:30 (Turno C)