Yoshiko Shimada
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Yoshiko Shimada (Tachikawa, 1959), incisore e artista performativa giapponese, è stata definita la principale voce femminista e antimilitarista dell'arte del suo Paese: cresciuta accanto alla base aerea statunitense dove lavorava il padre — un terreno già occupato dall'Esercito Imperiale — ha respirato fin da bambina le tensioni irrisolte del dopoguerra nippo-americano, e ha cominciato a lavorare sistematicamente su violenza, guerra, donne e nazionalismo alla morte dell'Imperatore Shōwa, nel 1988.
La sua ricerca insiste sull'amnesia storica del Giappone postbellico, sull'intreccio fra modernità, patriarcato e discriminazione, e attraversa pedagogia radicale, pratica d'archivio e movimenti politici; incisioni come A House of Comfort (1993) e installazioni come Made in Occupied Japan (1998), realizzata con BuBu de la Madeleine, affrontano senza mediazioni il sistema delle cosiddette "donne di conforto" e le forme di rimozione istituzionale che ne sono seguite. Dal 2012 porta avanti Becoming a Statue of a Japanese Comfort Woman, in cui il proprio corpo si fa monumento vivente e contestato, mentre con BuBu de la Madeleine, in 1945, i due impersonano rispettivamente il generale MacArthur e l'Imperatore Hirohito nel loro celebre incontro del 1945, sovvertendo per via drag la rappresentazione eteronormativa del potere maschile e della violenza militare.

Formatasi con un BA in Fine Art allo Scripps College in California (1982) e poi all'incisione presso il Bigakkō di Tokyo sotto Katsurō Yoshida, dagli anni Duemila affianca alla produzione artistica un lavoro di ricerca sulle avanguardie e sul concettualismo politico giapponese degli anni Sessanta: un'opera scomoda, mai consolatoria, che continua a chiedere al presente il conto di ciò che il Giappone ha scelto di dimenticare.